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  • Paradigma Lemebel Identità fluida versus Norma sociale

    18,00 € (IVA inc.)

    In questo saggio Ariase Barretta propone una rilettura dell’opera di Lemebel come espressione della Transmodernità nonché come riflesso del desiderio e della costante necessità da parte dello scrittore/artista cileno di opporsi all’ordine strutturale imposto dal conformismo, in primo luogo quello della dittatura di Pinochet. Pedro Lemebel rappresenta, infatti, la perfetta incarnazione della destrutturazione postidentitaria che afferma se stessa in aperto dissenso con la dittatura della norma. Una lettura transmoderna della sua opera svela elementi associabili alle principali teorie critiche, con una forte connotazione di carattere rivoluzionario, ma anche una possibile riformulazione di forme pansessuali archetipiche, anteriori a tutte le definizioni moderne, di carattere arcaico e proto-queer

  • Questa terra è donna movimenti femminili e femministi palestinesi

    16,00 € (IVA inc.)

    Questa terra, sorella mia, è una donna.

    Partendo da questo verso della poeta Fadwa Tuqan, il libro di Cecilia Dalla Negra ripercorre la storia dei movimenti femminili e femministi palestinesi dagli inizi del Novecento sino ai giorni nostri.

    In un contesto segnato da conflitti, occupazioni e rivoluzioni, le donne palestinesi hanno tracciato un cammino di resistenza, emancipazione e lotta politica che ha lasciato un segno indelebile nella storia dei femminismi mondiali. Il libro ripercorre questo percorso, raccontando la storia dei movimenti femminili e femministi in Palestina dagli inizi del Novecento ai giorni nostri, arrivando a chiarire la portata del messaggio che invita a considerare la liberazione della Palestina come “una questione femminista di per sé”.

    Non solo una cronaca storica, ma un viaggio attraverso le sfide, le conquiste e le lotte quotidiane delle donne palestinesi, la cui voce continua a risuonare con forza nel panorama globale del femminismo, proponendo una visione transnazionale e decoloniale di giustizia e liberazione.

    Utilizzando come scansione temporale le principali cesure della storia contemporanea palestinese, mostra come il percorso di soggettivazione politica, emancipazione, partecipazione diretta e liberazione delle donne sia stata una costante che ha accompagnato tutto il corso del Novecento, segnando una pagina fondamentale per la storia dei femminismi mondiali.

    Illustrazione di copertina di Lavina Fagiuoli

  • RAPPORTO CONTRO LA NORMALITA’: F.H.A.R (Front Homosexuel d’Action Rèvolutionnaire)

    15,00 € (IVA inc.)

    Il Rapporto contro la normalità, pubblicato nel 1971, poi tradotto in Italia nel 1972 da Guaraldi editore, e ripubblicato nel 2013 in Francia dalla casa editrice militante GayKitschCamp, viene riproposto oggi nella collana Eresia, in una versione filologicamente riveduta e introdotta da Massimo Prearo, che ne restituisce il suo linguaggio politicamente crudo, diretto e rivoluzionario. Il FHAR, il Front Homosexuel d’Action Révolutionnaire, un gruppo di giovani lesbiche e froci – tra cui Monique Wittig e Guy Hocquenghem – al contempo in dialogo e in conflitto con il movimento femminista, studentesco e con i movimenti della sinistra gauchiste, racconta e raccoglie nel Rapporto le basi teoriche, pratiche e collettive, per posizionarsi come un fuori rispetto e contro un dentro sistemico. Un testo che ufficializza, a suo modo, un prima e un dopo all’interno della storia del movimento LGBTQI+ francese, una provocazione chiara, quella del «il y en a plein le cul!» / «ne abbiamo pieno il culo!», necessaria allora e utile oggi per la rielaborazione della nostra storia.

  • Ruggine, meccanica e libertà

    16,00 € (IVA inc.)

    Dalla fabbrica alla galera, andata e ritorno. Due luoghi che si somigliano, un percorso tipico di tante scritture working class. In fondo i proletari un tempo potevano permettersi di scrivere solo se andavano in prigione: il tempo morto del lavoro poteva allora convertirsi in scrittura.

    Valerio Monteventi racconta in autofiction un percorso carico di consapevolezza politica: figlio di operai vicini al Partito comunista italiano, cresciuto col mito della classe operaia, entra da studente universitario in fabbrica.

    Critica il lavoro salariato dall’interno smontando il mito del “chi non lavora non mangia” coltivato dalla generazione dei padri. La repressione dei primi anni Ottanta lo porta, con una falsa accusa, nelle patrie galere. Ne esce con un’assoluzione e si lancia nella politica e nel lavoro sociale, spingendo a testa bassa come un giocatore di rugby.

    Fino a quando il suo nuovo lavoro lo riporta dentro la prigione, stavolta come tutor di un gruppo di giovani detenuti che imparano da vecchi maestri di meccanica l’arte del tornio e della fresa. Vecchi con le mani d’oro, capaci di fare gli scarpini di metallo a un moscerino.

    Ad ascoltarli lima alla mano giovani proletari, spesso immigrati, costretti a imparare un mestiere e rapidi a percorrere ogni strada possibile per la libertà. La ruggine da un lato e il disco tagliente della mola dall’altro: quando si incontrano sul testo, liberano scintille.

  • Salario alle lesbiche

    16,00 € (IVA inc.)

    La sessualità non è una “zona liberata”. È un campo di battaglia tra uomini e donne. La nostra battaglia per il controllo della nostra sessualità è essenziale alla nostra battaglia per il controllo delle nostre vite.

    Così scriveva Wages Due Lesbians – organizzazione lesbica anticapitalista nata nel 1975 – in uno dei suoi primi documenti politici. Rete autonoma attiva in diversi paesi, Wages Due Lesbians ha portato una prospettiva lesbica all’interno della Campagna intenazionale per il Salario al Lavoro Domestico/Wages for Housework, movimento di lotta per il riconoscimento finanziario e sociale del lavoro di cura gratuito svolto prevalentemente dalle donne. Questa antologia propone per la prima volta in traduzione italiana alcuni testi di Wages Due Lesbians – oggi Queer Strike – che gettano luce sulla prospettiva politica e sulle lotte di questa organizzazione la cui storia può fornire degli spunti preziosi per arricchire la riflessione e l’azione dei movimenti transfemministi e LGBTQIAP+ in Italia.

  • Se il mondo torna uomo

    14,00 € (IVA inc.)

    Una sinistra confusa ha tenuto artificialmente in vita l’illusione che liberismo – la teoria economica – e liberalismo – sua presunta forma ideologica a garanzia di diritti e libertà personali – potessero convivere.

    Ma la scomparsa di ogni freno alla libertà di profitto, unica ricetta adottata dalle sinistre di governo, ne ha causato un crollo di consenso. Così il populismo religioso e il populismo nazionalista hanno occupato lo spazio pubblico, appropriandosi in chiave reazionaria anche del linguaggio dei diritti.

    È in corso un’alleanza inattesa tra fondamentalismi e libero mercato, che da un lato sventolano la bandiera della difesa della società tradizionale dalla cosiddetta ideologia del gender, dall’altro si dimostrano capaci di estrarre ingenti profitti grazie all’intreccio tra tecnologie riproduttive, lavoro a domicilio come pretesto per sfruttare il lavoro di cura delle donne e tagli allo stato sociale.

    Molti i terreni di scontro: il diritto all’aborto; la violenza maschile sistemica nella società; il sistema penale iniquo verso le vittime di violenza; le narrazioni tossiche intorno ai femminicidi; il ruolo del lavoro riproduttivo; l’intreccio tra oppressione di genere e di razza; gli attacchi ai luoghi di aggregazione e autorganizzazione femminile.

    Ognuno dei saggi di questa raccolta è uno scudo per reggere l’urto di questa offensiva. Giovani attiviste hanno prodotto una nuova ondata di movimento femminista globale che cerca di fare da argine alla risacca reazionaria e conservatrice che in tutto il mondo mette in discussione le conquiste ottenute dalle donne.

    Ed è proprio questo movimento lo scoglio contro cui far infrangere le correnti regressive che rischiano di straripare sulla società.

  • Soggetti eccentrici con il saggio Teoria Queer: sessualità lesbiche e gay. Un’introduzione

    18,00 € (IVA inc.)

    Testo introduttivo di un convegno organizzato dalla stessa de Lauretis nel 1990 all’Università californiana di Santa Cruz, pubblicato l’anno successivo sulla rivista “Differences: A Journal of Feminist Cultural Studies”, Teoria queer: sessualità lesbiche e gay. Un’introduzione, aprì quel passaggio intellettuale di problematizzazione delle identità politiche gay e lesbiche consolidate culturalmente a inizio anni Novanta. Tradotto in spagnolo e francese, l’articolo, cui si deve il primato dell’uso dell’espressione Teoria Queer, viene qui proposto per la prima volta in italiano come testo necessario per accompagnare la ripubblicazione di Soggetti Eccentrici, la cui unica prima edizione Feltrinelli, del 1999, risulta da anni introvabile. Letto, studiato e citato da generazioni di intellettuali e militanti lgbtqia+, Soggetti Eccentrici raccoglie articoli scritti tra il 1987 e il 1998 che, partendo dai
    women’s studies e arrivando ai postcolonial studies, ricostruiscono una parte della genealogia del pensiero accademico e di
    movimento sui rapporti tra genere, corpo e sessualità; centrali per l’autrice sono la psicoanalisi e la semiotica, strumenti di
    interpretazione accademici e politici che producono spazi di ricerca che non danno vita solo a nuovi oggetti ma anche e soprattutto a nuovi soggetti del sapere.

  • Sottomessa non si nasce, lo si diventa

    16,50 € (IVA inc.)

    “Perfino le donne più indipendenti e più femministe si sorprendono ad amare lo sguardo di conquista che gli uomini rivolgono loro, a desiderare di essere un oggetto sottomesso nelle braccia del proprio partner, o a preferire i lavori domestici – i piccoli piaceri del bucato ben piegato, della colazione preparata con cura per la famiglia – ad attività presumibilmente più appaganti”. Ma i desideri che provano, i piaceri a cui le donne si ritrovano ad aspirare, si chiede Manon Garcia, sono forse incompatibili con la loro indipendenza? Soprattutto: si tratta di aspetti e caratteristiche che definiscono la natura femminile rispetto a quella maschile/virile, come siamo portati a dare per scontato, o piuttosto di norme, spesso implicite, predeterminate dalla società e alle quali è quasi impossibile sottrarsi? È da questi nodi problematici che prende le mosse Sottomessa non si nasce, lo si diventa, dedicato a uno degli aspetti più significativi della vita quotidiana delle donne nelle società patriarcali. Tabù filosofico e punto cieco del femminismo, la sottomissione delle donne non viene mai analizzata nella complessità delle esistenze vissute. D’altro canto, gli scandali sessuali che negli ultimi anni hanno scosso il mondo intero e i movimenti sociali che testimoniano una nuova presa di coscienza da parte delle donne gettano una luce per certi versi spietata sull’altra faccia del dominio maschile: il consenso delle donne alla propria sottomissione. Sulle orme di Simone de Beauvoir, di cui parafrasa orgogliosamente il celebre “donna non si nasce, lo si diventa”, Garcia affronta questi temi con tenace spirito critico, perché comprendere le dinamiche e le ragioni che stanno dietro alla sottomissione della donna è il presupposto necessario per qualsiasi emancipazione.

  • Spezzate

    0,00 € (IVA inc.)

    Perché ci piace guardare una donna crollare? Cosa ci attrae della sua vulnerabilità?

    È uno spettacolo a cui siamo abituati e da cui con difficoltà distogliamo lo sguardo. Questo saggio potente e appassionato ci apre le porte di una galleria degli orrori in cui celebrità di ogni epoca, da Charlotte Brontë a Miley Cyrus, da Britney Spears a Hillary Clinton, hanno scontato la colpa di non aver rispettato i limiti che la cultura patriarcale aveva imposto alle loro vite.

    Attingendo dalla letteratura e dalla stampa scandalistica, Doyle ricostruisce l’ascesa e la caduta di queste donne, esplorando il fenomeno sociale della trainwreck: il deragliamento dai binari del proprio ruolo che porta a perdere tutto ciò che si aveva ottenuto. Un libro che è un invito a cambiare il proprio sguardo, a riconoscere nella trainwreck un nuovo modello di emancipazione in grado di sovvertire le regole della società.

  • Tea rooms

    15,00 € (IVA inc.)

    “Tea rooms” di Luisa Carnés è un romanzo che deve essere letto da chiunque lavori o abbia lavorato in un ristorante.

    “Tea rooms” è un racconto scritto da una proletaria che lavora servendo il cibo e prendendosi cura di clienti arroganti, sentenziosi o capricciosi, che esigono un sorriso da voi anche quando siete alla seconda ora di straordinario non pagato. “Tea rooms” è il romanzo di una donna che scrive con il rumore delle stoviglie che sbattono sul lavello e che vede i propri sogni di riscatto sociale andare in frantumi come una tazzina da caffè caduta a terra ogni volta che deve sorridere a un cliente che si siede a un tavolo non perché ha sete ma perché deve ostentare il suo potere d’acquisto.

    “Tea Rooms” è stato scritto nella Spagna degli anni Trenta e da allora non è cambiato nulla nel mondo della ristorazione, spiace dirlo. “Tea Rooms” dimostra che nella Spagna degli anni Trenta c’era una coscienza politica femminista impensabile nella cultura fascista dell’Italietta di quegli anni ed è stato proprio il fascismo di Franco a spegnere l’incendio delle rivendicazioni di genere delle donne spagnole degli anni Trenta come Luisa Carnés.

    Tea Rooms di Luisa Carnés è stato dimenticato e poi ripubblicato nel 2016 in Spagna dove è diventato un libro di culto e questa è una bellissima notizia per la letteratura e per le cameriere e le altre operaie della ristorazione. Mentre leggete questo libro c’è una cameriera da qualche parte che sta scrivendo le sue storie di operaia della ristorazione: chi sarà il prossimo vecchio cliente maschio a essere raccontato?